Un budino goloso, leggero nei numeri. Ispirato dal Bunet Piemontese ma sicuramente più “accessibile” anche per chi è a dieta e non vuole rinunciare a un dolce.
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Cremoso, cioccolatoso, con lo strato di caramello che cola appena si capovolge: sembra un dolce da occasione speciale. Questo budino al cacao nasce invece come versione alleggerita di un grande classico piemontese, il bunet, con molti meno grassi e senza l’ingrediente alcolico.
Il risultato è un dolce al cucchiaio morbido e vellutato, arricchito da uno strato di caramello light e da biscotti tipo Biscoff che regalano una nota croccante e speziata. Circa 177 kcal a porzione e nessuno zucchero aggiunto: la dolcezza arriva dal dolcificante, dal caramello light e dai biscotti stessi.
Gli ingredienti (per 2 porzioni)
| 200 g bevanda vegetale senza zuccheri aggiunti | 30 g amido di mais |
| 25 g eritritolo o altro dolcificante | 10 g cacao amaro in polvere |
| 2 g estratto di vaniglia | 1 uovo medio |
| 20 g caramello light | 3 biscotti tipo Biscoff |
Per la bevanda vegetale scegli una versione senza zuccheri aggiunti, così da tenere sotto controllo il totale di zuccheri del dolce. I biscotti tipo Biscoff aggiungono la loro tipica nota di spezie e caramello: se non li trovi, dei biscotti secchi al burro vanno benissimo.
Perché si sbatte l’uovo prima di tutto
Il primo passaggio della ricetta sembra un dettaglio, ma non lo è: rompere l’uovo e sbatterlo per qualche secondo prima di aggiungere gli altri ingredienti serve a rompere la chalaza, il cosiddetto “nervo” dell’uovo — quel filamento più denso visibile nell’albume. Una volta scomposta, il composto finale risulta più liscio e omogeneo, senza grumi né striature una volta cotto.
Lo stesso principio vale per i biscotti: ridurli in frammenti fini prima di unirli permette all’amido di mais e al cacao di amalgamarsi meglio con la frusta, evitando pezzi troppo grossi che affonderebbero durante la cottura a bagnomaria.
Procedimento
- Preriscalda il forno: porta il forno statico a 170°C.
- Sbatti l’uovo: in una ciotola capiente rompi l’uovo e sbattilo per qualche secondo, così da rompere il nervo e favorire un composto più omogeneo.
- Aggiungi gli ingredienti secchi: unisci il dolcificante, l’amido di mais e i biscotti ridotti a frammenti fini. Amalgama bene con la frusta fino a ottenere un composto liscio.
- Incorpora vaniglia e bevanda vegetale: aggiungi l’estratto di vaniglia e una piccola parte della bevanda vegetale, mescolando; poi versa, sempre amalgamando, la restante bevanda.
- Prepara i pirottini: inumidisci due pirottini di metallo con l’acqua e dividi il caramello in parti uguali tra i due.
- Versa il composto: aiutandoti con un cucchiaio tenuto quasi a contatto con il caramello, così da non mescolarlo con il composto.
- Cuoci a bagnomaria: disponi i pirottini in una teglia con 3-4 cm d’acqua, chiudi con carta stagnola e cuoci per 70 minuti.
- Raffredda nel forno: spegni il forno, apri leggermente lo sportello e lascia raffreddare i budini all’interno.
- Riposa in frigorifero: trasferisci i budini in frigo per almeno 2-3 ore prima di servirli. Si conservano 3-4 giorni.

Valori nutrizionali
Valori approssimativi, calcolati sulla base degli ingredienti indicati. Ricetta da 2 porzioni.
| Nutriente | Per porzione | Ricetta intera |
| Energia | ~177 kcal | ~353 kcal |
| Proteine | ~7,5 g | ~15 g |
| Carboidrati totali | ~20 g | ~41 g |
| di cui zuccheri | ~4 g | ~8 g |
| Grassi totali | ~7 g | ~14 g |
| di cui saturi | ~2,5 g | ~5 g |
| Fibre | ~2 g | ~4 g |
| Sale | ~0,15 g | ~0,3 g |
Consigli per un budino perfetto
La cottura a bagnomaria è il segreto della consistenza liscia e priva di bolle d’aria: i 3-4 cm d’acqua nella teglia proteggono il composto da un calore diretto troppo intenso. Allo stesso modo, lasciar raffreddare i budini nel forno spento, con lo sportello socchiuso, evita sbalzi termici che potrebbero comprometterne la struttura.
Un’ultima accortezza riguarda il momento di versare il composto: tenere il cucchiaio quasi a contatto con il caramello, invece che versare da un’altezza maggiore, è ciò che mantiene i due strati distinti anche dopo la cottura.
Un dolce che prende ispirazione dalla tradizione piemontese e la alleggerisce, dimostrando che rinunciare a grassi e zuccheri aggiunti non significa rinunciare al gusto.
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