Recensione de La Piola in Piazza Risorgimento: misto piemontese, tajarin al tartufo nero estivo, servizio e location a confronto tra pregi e difetti.

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La location e l’accoglienza

Bellissima la location: mangiare in Piazza Risorgimento ad Alba, tra la cattedrale e il comune, all’aperto, regala un’atmosfera piacevole e suggestiva. La sala interna, invece, appare un po’ asettica e priva di carattere, quasi in contrasto con il fascino della piazza. Un plauso va alla carta con gli allergeni dichiarati, dettaglio che denota attenzione verso la clientela.

La mise en place è carina: tavolo metallico satinato verdone, una tovaglietta di carta, tovagliolo e posate che contornano un sottopiatto molto carino e decorato, che però evidenzia l’età, segno che qualche rinnovo non guasterebbe.

Il misto piemontese

Ho ordinato un misto piemontese, tra tradizione e innovazione: lingua con salsa “bon appétit”, un bignè al parmigiano, zucca in carpione, focaccia al pomodoro, insalata russa, vitello tonnato e una tartina di brisée con terrina di fegatini (?). Il piatto è stato portato da una cameriera che, per sua stessa ammissione, non ha l’esperienza dei colleghi ed è apparsa visibilmente incerta.

La Piola - L'antipasto misto piemontese

Al gusto, la terrina era ok ma nulla di eccezionale, mentre la focaccia si è rivelata in realtà un cubo di pane tostato e inzuppato nel succo di pomodoro con aglio: una versione rivisitata di una bruschetta, più che una vera focaccia. La lingua si accompagnava a una dadolata di verdure alla giardiniera, buona ed equilibrata. Il vitello tonnato era delicato, si scioglieva letteralmente in bocca, con una salsa tonnata in chiave contemporanea, a base di maionese. L’insalata russa è stata una delle sorprese migliori: molto valida, vaporosa, delicata ma intensa, quasi montata.

Meno convincente la bignola al parmigiano con craquelin: vuota e un po’ stanca, tendente al mollo anziché al croccante. Sulla zucca in carpione, invece, resta più di un dubbio: era davvero zucca? Era davvero in carpione? Non si percepiva né il sapore della zucca né quello dell’aceto, tutto coperto da un gel agrodolce ottenuto dalla marinatura della zucca stessa.

Nel complesso, un antipasto riuscito solo a metà, anche a causa della divergenza tra aspettative e realtà, con margini di miglioramento evidenti.

I tajarin al tartufo nero estivo

il tartufo de La Piola

Torna la stessa cameriera incerta, che lascia sul tavolo il piatto di tajarin già conditi con crema e polvere di tartufo, annunciando che a breve sarebbe arrivato il collega con il tartufo a fettine. Nel frattempo, però, il piatto rischiava di raffreddarsi. Per fortuna, il collega è arrivato in meno di un minuto.

Il risultato è stato un po’ insipido, ma comunque apprezzabile, meglio insipido che salato. La crema di tartufo non riesce a sostituire il tartufo in scaglie: il profumo si è davvero sprigionato solo con l’arrivo delle fettine fresche, leggermente scaldate dal calore della pasta. Sapore e profumo delicati, come è giusto che sia trattandosi di tartufo nero estivo, decisamente più tenue rispetto ai “fratelli” invernali.

Un buon piatto, dunque, anche se resta poco chiaro il motivo dell’attesa tra il servizio del piatto e il suo completamento con le fettine.

Il caffè e le conclusioni

La chiusura con il caffè e il torroncino - La Piola

Il caffè è stato accompagnato da un torroncino di produzione propria del ristorante, un bel tocco finale. Cosa dire in sintesi? Dal servizio alla mise en place, fino ad alcuni piatti, ci sono margini di miglioramento, a mio parere. Nel complesso, un’esperienza media, con un rapporto qualità/prezzo comunque corretto, considerando che ho mangiato del tartufo.


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