“Finalmente!” Non è la parola più originale con cui aprire il racconto di una manifestazione gastronomica. È esattamente quella che mi è venuta in mente sabato mattina, camminando verso il centro storico di Pietra Ligure.
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Un weekend, ventidue anni, una scommessa vinta
Sto parlando di Dolcissima Pietra. Quest’anno, il 19 e 20 settembre 2026, taglia il traguardo della ventiduesima edizione. E porta con sé, come ogni anno, il suo evento culturale gemello: Bellissima. L’inaugurazione è stata questa mattina. La manifestazione proseguirà fino a domani sera, con chiusura alle 20:00.
L’evento è nato ventidue anni fa da un’idea dell’allora sindaco Luigi De Vincenzi, oggi di nuovo primo cittadino di Pietra Ligure. All’inizio era una scommessa. Oggi è una realtà consolidata, con meccanismi ben oliati. E persone che sanno operare con eleganza su questi meccanismi.
Il filo conduttore del 2026 è una frase semplice: “Dolce come un gesto d’amore”. Una frase che, secondo me, racchiude tutto quello che ho visto. Dalla programmazione alla gestione. Dalla scelta degli espositori alla scaletta degli eventi. Sembra che nulla sia stato lasciato al caso. Dopo 22 anni, l’esperienza si tocca con mano.
Bellissima: quando la cultura entra nella dolcezza

Dal 2019 Dolcissima Pietra ospita al suo interno Bellissima, il contenitore culturale della manifestazione. Concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, conferenze. Un dettaglio che vale la pena sottolineare, perché ribalta un po’ l’aspettativa: in un evento enogastronomico, di solito, la cultura resta sullo sfondo.
Qui invece torna protagonista, intrecciata al programma dolciario tanto quanto gli stand di cioccolato e pasticceria.
Tra le piazze, il profumo prima ancora della vista
L’evento si articola principalmente in piazza Vittorio Emanuele II e in piazza San Nicolò. Ma anche le vie circostanti ospitano stand e a ogni angolo della cittadina trovi locandine che lo pubblicizzano. Solo una minima percentuale è dedicata ad altro che non sia dolce: ninnoli vari, qualche prodotto gastronomico salato. Il resto è tutto zucchero, spezie e leccornie. E si sente prima di vederlo: basta avvicinarsi all’area della manifestazione per riconoscere il profumo.







Tra gli stand si trovano biscotti, pralinati, miele, cioccolato, pasticcini e tanti altri dolci tipici, tutti da assaggiare. A questo si aggiungono show cooking a tema e una collezione di eventi musicali, culturali e cinematografici che raccontano l’arte del territorio ligure.
Valore nel Tempo 40: premiare chi resta
Quest’anno la manifestazione ha ospitato anche “Valore nel Tempo 40”. È la prima edizione di un premio dedicato alle attività locali attive sul territorio cittadino da più di quarant’anni. Sono state premiate dieci attività. La più antica risale al 1800: è Betti Tessuti. L’iniziativa tornerà anche nelle prossime edizioni di Dolcissima Pietra, perché sono molte le attività che meritano lo stesso riconoscimento.









È un premio che dice qualcosa sull’identità della manifestazione stessa. Non è solo una vetrina di prodotti. È il racconto di una comunità che si tiene insieme nel tempo.
Da Modica a Pietra Ligure: la Liguria incontra la Sicilia
Girando per gli stand, ero estasiato da tutto quello che vedevo. Ma su due particolari non posso non soffermarmi. Tra gli espositori si trovano realtà che arrivano dall’imperiese, al confine con la Francia, fino al genovese e al basso Piemonte. Una, però, è giunta da molto più lontano: da Modica, in provincia di Ragusa. Oltre mille chilometri di distanza.

È lo stand dell’Associazione Don Giuseppe Puglisi, ETS e Onlus. A promuovere i prodotti c’erano alcuni volontari liguri. Il nome dell’associazione richiama don Pino Puglisi, il sacerdote palermitano ucciso dalla mafia nel 1993 per il suo impegno contro la criminalità organizzata.
A Modica, l’associazione porta avanti da oltre trent’anni un percorso di accoglienza per mamme con bambini e donne sole. Il progetto si sostiene anche grazie ad alcune iniziative di economia civile: un modello che reinveste l’attività economica nel bene comune.


Tra queste c’è “La Bottega”, che unisce dolceria, pasticceria, focacceria, gelateria, bar e persino una libreria. Ed è proprio da lì che arriva il cioccolato che ho assaggiato allo stand.
Ho sempre desiderato andare a Modica ad assaggiare il suo cioccolato. Nel frattempo, in un certo senso, è stata Modica a venire da me. Ma ci andrò comunque. E cercherò di visitare anche il laboratorio dolciario dell’associazione.
I Sassòli da Pria: un biscotto per l’inclusione a Dolcissima Pietra

A chiusura dell’evento “Valore nel Tempo 40” è stato presentato un dolcetto che da quest’anno rappresenta Pietra Ligure: i Sassòli da Pria. Il nome, in dialetto, richiama i sassolini della città. Sono biscottini fatti con mandorle, miele, burro, acqua di fiori d’arancio, pinoli, olio extravergine d’oliva e marmellata di chinotto.
Sono biscottini come tutti gli altri? No, per niente. Sono nati in città a favore dell’inclusione. Fatti dai bambini, per i bambini. Vengono venduti solo durante le manifestazioni cittadine. Il ricavato finanzia progetti di inclusione: donazioni agli ospedali con reparti pediatrici, oppure, come quest’anno, un aiuto alle finanze comunali per garantire un numero adeguato di docenti di sostegno agli alunni con disabilità.
La mia chiusura su Dolcissima Pietra
Ho concluso la mattinata pranzando a Pietra Ligure, restando in tema con la manifestazione. Una serie di dolci, non tutti mangiati da solo, ma condivisi. Una cosa però posso dirla con certezza: sono arrivato sorridendo, e sono andato via che ancora sorridevo.


Un ringraziamento e un grande complimento all’amministrazione comunale. Ha ideato e continua a promuovere, con dedizione e capacità, una manifestazione come questa. Grazie!
A volte basta un biscotto fatto da un bambino, o un vassoio di cioccolato arrivato da mille chilometri di distanza, per ricordare che la dolcezza, quella vera, è sempre un gesto verso qualcun altro.
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