Una città, due gelaterie, due filosofie
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Quante probabilità ci sono che, arrivando in una città per la prima volta, ci si imbatta non in una, ma in due gelaterie di livello — e per di più agli antipodi l’una dall’altra? È quello che mi è successo ad Alba, spinto inizialmente dal consiglio di un’amica di Imperia e poi dalla mia stessa curiosità.
Da una parte Il Gelatiere, vicino alla stazione, con la sua offerta ampia di gelati, yogurt, granite e torte gelato. Dall’altra Enrietto, all’ingresso del centro storico, dove il gelato non è un gusto tra tanti ma un unico prodotto, fatto solo di latte e zucchero di canna, mantecato “davanti” al cliente. Due tecniche, due filosofie, due modi diversi di intendere l’artigianalità. Ed è proprio questa distanza a renderle, entrambe, un’esperienza da non perdere.
Il Gelatiere: la gelateria con il gelato e lo yogurt che non appesantiscono
Sotto un breve portico vicino alla stazione di Alba in Corso Fratelli Bandiera, la vetrina de Il Gelatiere promette bene già a colpo d’occhio: gelati, yogurt, granite e torte gelato, tutto in bella vista. Una gelateria che ti invita a entrare.
Ho scelto lo yogurt – non chiedetemi perché ma ha richiamato subito la mia attenzione – e disponibile in bicchiere piccolo, medio, grande, oppure a peso in vaschetta, e personalizzabile con diverse salse (cioccolato fondente, bianco, nocciolato, caramello) e altrettanti companatici (dalla frutta fresca alle nocciole, dalla granella di zucchero alle scaglie di cioccolato, fino al classico biscottino in cialda).
La mia scelta è caduta su un bicchiere medio con salsa al cioccolato fondente e una spolverata di cannella, consumato all’aperto su una delle panchine messe a disposizione dalla gelateria sotto il portico, che non ha tavolini né interni né esterni. Il risultato: uno yogurt denso e cremoso, ma allo stesso tempo quasi evanescente in bocca, per nulla grasso al palato. Un prodotto che lascia una sensazione di pulito e di freschezza, non di pesantezza.

Non potevo fermarmi qui. Il Gelatiere propone anche gelato classico, con coni e coppette di diverse misure, comprese le coppette baby (a soli 1,70 €), perfette per i più piccoli e per chi, come me, non riesce a resistere a un secondo assaggio. Ho scelto cookie con biscotto Lotus — generosamente presente all’interno — e doppio caramello salato, dove il salato si fondeva nel dolce senza sovrastarlo ma anzi enfatizzandosi vicendevolmente in una elegante danza di sapori. Anche qui, la stessa cremosità leggera riscontrata nello yogurt.

A completare il quadro, prezzi decisamente concorrenziali.
Enrietto – Il latte che diventa gelato … davanti a te. Una gelateria che stupisce.
All’ingresso del centro storico di Alba in piazza Monsignor Luigi Grassi, una facciata con la scritta “Enrietto – Il latte a gelato” e un dehors accogliente mi hanno incuriosito fin dal primo giorno. Il giorno seguente sono entrato per capire di cosa si trattasse davvero. Una signora, particolare gelateria!
Ad accogliermi Edoardo, gentile e professionale, che mi ha spiegato il concetto alla base del locale: qui si serve un solo tipo di gelato, fatto esclusivamente con latte e zucchero di canna, simile nella consistenza a un fior di latte. A questo si accompagna una guarnizione, scelta tra ventisei proposte in carta — dalla frutta fresca a quella spadellata, dalle creme fino allo zabaione caldo preparato al momento.
La particolarità è che la guarnizione non viene servita insieme al gelato, ma preparata a parte, apposta per il cliente. Ho ordinato pesche e albicocche saltate in padella, e mentre Edoardo si dedicava alla frutta ho sentito entrare in funzione la macchina per la mantecazione — il processo con cui una crema o un composto liquido viene raffreddato e lavorato contemporaneamente, incorporando aria e trasformandosi in gelato cremoso. La macchina utilizzata è stata progettata e brevettata dallo stesso sig. Enrietto, dopo anni di studio nella prima sede di Rivarolo, dove ha anche depositato il brevetto del gelato.


Quando tutto è stato pronto, Edoardo si è presentato al tavolo con una coppa di frutta ancora fumante e un cilindro di gelato appena mantecato. Una porzione generosa, sulla quale la frutta calda è stata aggiunta poco alla volta: un connubio riuscito, con un gelato per nulla grasso, cremoso e delicato. Poco dopo è tornato per un bis, corrispondente a mezza porzione, al quale non ho saputo dire di no.
A fine degustazione, la sig.ra Raffaella si è avvicinata al tavolo per chiedermi se ne desiderassi ancora — questa volta sono riuscito a resistere — e ne ho approfittato per farmi raccontare la storia dell’attività. Quella di Alba è la seconda sede, aperta da meno di tre anni come costola di quella storica di Rivarolo. Mi ha raccontato anche che il gelato esiste in versione senza lattosio e alla soia, mentre è ancora in fase di studio quella all’avena.
Un gelato nato da un sogno e da una passione, quella di Enrietto, che si sente a ogni cucchiaio. Edoardo e Raffaella, ognuno a modo suo, riescono a trasmettere con la stessa autenticità.
Due modi di essere artigiani
Il Gelatiere punta sulla varietà, sulla qualità e sull’accessibilità, con uno yogurt gelato leggero e un gelato classico fatto bene. Enrietto sceglie invece una strada parallela: un solo prodotto, portato all’estremo, servito con un rituale quasi teatrale – e non è una critica … anzi!. Due approcci lontani, ma accomunati dalla stessa cura per la materia prima.
Trovare, nella stessa città, due gelaterie così diverse e così valide è un piccolo lusso che capita raramente. Alla prossima visita ad Alba, tornerò sicuramente in entrambe.
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