Leggendo un articolo su di una testata locale online, scopro l’esistenza della Trattoria del Ponte di Vezzano (una frazione di Sanremo) e il fatto che avrebbe svolto due giornate a tema per celebrare “Sua Maestà il Fagiolo”. Considerato che adoro i legumi, ho pensato “Lo vado a provare!”.

Mi imbarco in questa nuova avventura ed effettivamente … sono andato in barca! Non per la pioggia, non perché ho raggiunto la trattoria via mare e torrente ma perché arrivare in macchina è stata una impresa. Da Sanremo a Verezzo la strada è molto stretta ed estremamente tortuosa. Sembrava proprio di andare in barca, in una giornata di tempesta. Questa trattoria varrà l’impresa? Speriamo proprio di si.

Arrivo e la seconda impresa è quella di trovare un parcheggio per l’automobile. Dopo due tour avanti e indietro per la frazione, sono costretto a parcheggiare a borgo strada e neppure tanto vicino dal ristorante. Ho pensato: “Sarà utile per smaltire il pranzo, questa passeggiata che mi accingo a fare e che dovrò rifare a fine pasto”.

Arrivo davanti la ponte, che dà il nome alla trattoria, e cerco l’attività. Subito non la trovo ma dopo qualche sguardo noto l’insegna, un po’ vetusta, ancorata sul muro di un immobile che credevo fosse dismesso o ancora in costruzione. Fino a ora non ci sono stati ancora buoni segnali che sarebbe stata una buona giornata.

Raggiungo questo immobile ed entro. Internamente il locale è carino, invece, con i tratti distintivi di una trattoria anni ‘70. Banco bar, jukebox d’epoca con sopra uno stupendo violino e tavole molto grandi apparecchiate. In realtà osservo che di apparecchiate ce ne sono poche, cosa vorrà dire? Il titolare mi spiega che, causa influenza, ha avuto diverse disdette. Può succedere, ci sono passato anche io quando facevo l’attività e, a me, successe per un cenone di Capodanno.

Osservando attentamente l’apparecchiamento della tavola mi accorgo che anche quello è in stile anni ‘70: un tovagliolo che presenta schierate due forchette alla sua sinistra, un cucchiaio e un coltello alla sua destra, coltellino e forchetta da frutta e cucchiaino sopra e due bicchieri (acqua e vino). Fa presagire un menù dello stesso periodo storico ma … ci può stare, sapendo già cosa andrò a provare, potrebbe essere una scelta a tema anche se, credo sia lo stampo della trattoria.

Il cameriere che mi accompagna al tavolo, mi chiede se e come voglio l’acqua quindi la porta, già aperta come già aperto è il vino che già mi aspettava. Questo lo sopporto poco. Non sono un malfidente ma nessuno mi può vietare di pensare: “Ci sarà veramente quello che è indicato sull’etichetta anche all’interno della bottiglia?”. Purtroppo ci sono già passato, e non solo io quindi il pensiero salta alla mia mente ma … voglio crederci.

Arriva anche un bel cestino nutrito di pane, focaccia e grissini assortiti che vengono prodotti da loro. Sono ancora caldi e assaggio tutto. Molto buoni e saporiti, complice il fatto che, così caldi, i sapori vengono ulteriormente esaltati. I miei muscoli cominciano a rilassarsi, ammetto che ero un pochino teso fino a questo momento. È stato un bel punto di partenza per il palato.

Inizia il servizio e mi rendo conto che gli anni ‘70 riprendono piede. Esce in sala lo chef con un carrello colmo di piatti e una ciotola fumante. Stanno per servire la “Pasta e Fagioli”. Il servizio è al carrello, impiattato sul momento e quindi bello caldo. Peccato che i piatti sono freddi e quindi la pasta dopo pochissimo è già fredda. Presenta bene, una bella crema fluida accompagnata da pastina e fagioli borlotti. Il mio timore però è che la pasta, di taglio così piccolo congiuntamente con il tipo di servizio, scuocia in un attimo. Mi devo ricredere. Sia i fagioli che la pasta mantengono la loro carnosità e giusta resistenza. Buona la pasta e fagioli nel suo insieme anche se un retrogusto marcato di affumicatura tende a coprire i gusti che dovrebbero essere predominanti, ossia quelli del fagiolo. Probabilmente lo chef è realizzato un fondo con soffritto di verdure e pancetta affumicata, calcando la mano sulla pancetta.

Pasta e Fagiolo

Il cameriere passa a chiedere per il bis (anni ‘70) ma desisto e lo farò anche per le altre portate. Non voglio appesantirmi, anche considerata la strada che dovrò affrontare per il rientro a casa.

È ora il momento delle “Trippe con i fagioli”. Piatto molto brodoso ma si notano i fagioli cannellini e le trippe, queste ultime ben rosolate e con un taglio grande … non spariscono nel piatto. Assaggio ed effettivamente sono buone e anche questa volta gli ingredienti fondamentali mantengono la loro carnosità, i cannellini forse anche troppo. Noto però che, anche in questo caso, si sente marcato un retrogusto affumicato. Probabilmente il fondo della pasta e fagioli è stato usato anche per questo piatto.

Infine, “Sua Maestà il Fagiolo” viene presentato con la Capra. Nuovamente i cannellini con grossi pezzi di capra con l’osso, quest’ultimo si presenta come arredo prevalentemente perché la carne è cotta molto bene con una consistenza burrosa che si stacca dall’osso solo guardandola. Molto saporito, deciso e intenso come anche il retrogusto di affumicatura. Sì, il fondo comune è un tratto distintivo dei piatti di oggi e nuovamente i cannellini.

Chiude con una Torta di Mele e Zabaione caldo”. Chiedo di averne solo un piccolo assaggio perché già ben sazio e di avere a parte lo zabaione. Arriva effettivamente un assaggio ma .. Spettacolo! Non è una torta di mele è ben di più! Nel quadrotto che mi è stato servito vedo uno spicchio di mela che corrisponde a un sesto di una mela intera e, guardando gli altri tavoli, è un tratto distintivo della torta dello chef. Penso subito: “Sarà dura, grossa com’è non può cuocere nei tempi della torta”. Mai più torto! Era morbidissima e saporita come tutta la torta. Veramente un’ottima torta dove tutti i sapori e profumi si sentivano distintamente, anche quello della vanillina che, normalmente, non sopporto ma che oggi voglio accettare visto lo stile del pranzo e l’impronta dell’attività.

Lo zabaione ottimo anche: intenso, spumoso e cremoso allo stesso tempo ma soprattutto realmente caldo, anche se ho atteso quasi 10 minuti prima di provarlo.

Tirando le somme non posso dire di essere stato male. Personale gentile e affabile, piatti cotti con maestria anche se, per alcuni sapori, troppo ripetitivi (l’affumicatura del fondo), porzioni consistenti ma il vino e l’acqua aperti, la location, il parcheggio, la strada giocano punti a sfavore per dire che è stata una giornata vincente. Inoltre mi aspettavo almeno due parole introduttive su “Sua Maestà” e più qualità di fagioli da provare.

Sapendo tutto questo, però credo che più avanti riproverò la trattoria per un altro pranzo tematico.


2 risposte a “Trattoria del Ponte (Loc. Verezzo di Sanremo) – Sua Maestà il Fagiolo”

  1. Avatar Corrado
    Corrado

    Grazie Christian.
    Proverò la trattoria,…in panda,…in una giornata di sole 😅 ma la proverò sicuramente.

    1. Avatar christianrigardo

      Bravo Corrado! Si, in una giornata di sole … è meglio!

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