23/01/2026 – Imperia, Lungomare Vespucci
Ieri sera pizza! Quindi visita alla Pizzeria “Ribully” di Imperia.
Preambolo
Forse si era già capito che avevo voglia di pizza, fin dal 17 gennaio 2026, quando avevo pubblicato un approfondimento dedicato che potete leggere qui, ricorrendo il “Pizza Day”. Con un carissimo amico e collega, allora, abbiamo deciso di andare da “Ribully – Pasta e pizza”, il nuovo locale aperto sul lungomare Vespucci di Imperia da Bully, già titolare dell’omonima pizzeria in via Armerio.
Questa nuova attività, come dice già il nome, si dedica alla pasta, alla pizza e alla carne alla brace, quest’ultima da pochissimi giorni.
Il test del venerdì sera
Ieri era venerdì e di solito i locali, quelli validi, si riempiono. La frenesia generale dei camerieri e dello staff di cucina cresce, lo stress può diventare palpabile (lo so, ci sono passato nei miei anni di attività nel settore) e l’errore, da dietro la porta, diventa quel fastidioso e antipatico nemico che entra a gamba tesa quando meno te lo aspetti.
È proprio questo il momento giusto per valutare correttamente un locale. Saranno all’altezza del momento di caos? Scopriamolo!
L’arrivo: il giardino che scalda il cuore
È inverno e soprattutto quella di ieri si presentava come una serata piovosa, ma arrivando già il giardino che ti porta all’ingresso della pizzeria ti scaldava il cuore. È spettacolare e ben tenuto, soprattutto. Con i suoi colori caratteristici della stagione, crea un dipinto da contemplare e godere, attendendo temperature più miti per sfruttarlo al massimo.


Il locale: pulizia e ordine


Siamo entrati e la prima sensazione che abbiamo percepito è stata quella di pulizia e ordine. Un punto guadagnato perché questo mette a proprio agio e permette di pensare che TUTTO sarà ordinato e curato.
Ci hanno accolto i camerieri che ci hanno accompagnato al tavolo e ci hanno consegnato le carte e la lavagnetta dei dolci. Già il dolce? In realtà, sul lato B erano segnate quattro paste fuori menù, i piatti della serata, tutte a base di pesce. Il cameriere tiene a precisarci che tutte le paste sono fatte a mano.
Il menù: meno è meglio
Studiando il menù e discutendolo con il mio amico commensale, ho osservato subito il contenuto misurato di proposte. Lo ritengo sintomo di possibile qualità, anche questo. Fa presagire che le materie prime siano fresche.
Quando eccedi nella scelta, la dispensa non può essere rifornita di mille prodotti freschi, quindi o ne prendi pochi e rischi di non chiudere la serata disattendendo le richieste dei clienti, o prendendone tanti rischi che questi vadano a male, a meno che non vivi di preparazioni a base di prodotti surgelati. Avremmo capito anche quello a breve.
Le pizze proposte nel menù sono, più o meno, quelle classiche ma chiamate anche con nomi più accattivanti, oltre a qualche chicca. Anche le paste e le proposte di carne non sono eccessive. La pasta varia tra formati lunghi e corti, ripieni e gnocchi conditi con prodotti di stagione o con sughi “tradizionali”. Va benissimo così ma siamo venuti per la pizza e… pizza sia!
L’ordine: il test delle modifiche
Sfortunatamente ieri sera il mio stomaco non mi voleva assistere eccessivamente quindi, scelta la pizza, ho chiesto alcune modifiche per renderla più semplice. L’avrei già presa semplice, come croissant e brioche, per sentire veramente i gusti di base, comunque… ottima occasione per comprendere anche come il personale prende le richieste del cliente a stravolgere una comanda.
Ho optato per una focaccia alle verdure, senza peperoni né mozzarella né olio in uscita. Sono un rompiscatole, me lo dico da solo. Il mio amico ha optato per una cotto e stracchino con aggiunta di wurstel, anche lui quindi con modifica della comanda.
L’attesa: sedie comode e temperatura
Durante l’attesa tra la comanda e il servizio, mi sono reso conto che la sala appariva un po’ freddina, non nella sua presentazione che risulta minimalista, ben curata e luminosa, ma proprio in termini di temperatura. Il locale è chiuso, per tre lati su quattro, da vaste vetrate che mettono in evidenza il giardino ma purtroppo non isolano particolarmente bene. Era comunque una temperatura ben più che sopportabile e a breve… avrei cominciato a mangiare, scaldandomi.
Sorprendentemente le sedie sono comodissime, di quelle che ti invogliano a non alzarti più. Modo elegante per farti capire che i tempi di attesa saranno immensi? Invece no: tempo dieci minuti e la comanda è giunta al tavolo.
Le pizze: filosofia sottile e materie prime fresche
Le pizze, molto grandi, escono dal piatto. Sono ben condite, sottili con un piccolo cornicione che però è ben sviluppato. La mia un po’ più pallida ma Bully mi ha spiegato perché: ha dovuto lasciarla un po’ più indietro di cottura per non farla seccare, dato che ho tolto tutti gli elementi umidi che l’avrebbero preservata.



Non posso dire quanto mi abbia fatto piacere che sia venuto a spiegarmi il suo ragionamento, senza che io avessi espresso alcun commento o critica. Ritengo sia serietà e capacità in quello che si fa. Sotto inoltre era ben cotta.
Qualcuno potrebbe pensare che una pizza sottile, con poco cornicione, non è una pizza, ma in realtà sono solo differenti le filosofie con le quali si prepara la pizza. Basti pensare a come varia anche a livello di tradizione regionale. Lui la prepara così, quindi vuol dire che sposa quel tipo di filosofia. Nessuno può contestarlo, a condizione che sia un buon prodotto, alla fine.
I condimenti: freschezza confermata
I condimenti sono presenti in quantità abbondante e le mie verdure erano fresche e appena grigliate, non prodotti decongelati o inscatolati e pronti da essere buttati sull’impasto prima di infornare. Questo è ottimo, conferma il mio pensiero precedente sulle materie prime.
L’ho assaggiata e subito ho notato che non è affatto gommosa. È morbida ma resistente al morso. Ha un’ottima masticabilità e consistenza. Anche il mio amico ha le mie stesse idee in merito, ottimo anche questo.
Il contorno: flessibilità e generosità
Ho deciso poi di prendere un contorno in aggiunta e ho chiamato il cameriere per chiedere circa la possibilità di avere un’insalata mista. Prontamente si scusa di non poter assecondare la mia richiesta ma propone l’alternativa di un piatto di verdure alla griglia, quella che scoppiettava affianco a me. Dico subito di sì, a condizione che non ci siano peperoni e che non siano condite. Non batte ciglio, anzi: “Nessun problema!”.


Dopo poco sono arrivate al tavolo e io sono rimasto sbigottito! Una porzione veramente grande di zucchine, melanzane e patate novelle. Un piatto che, a dimensioni, combatteva sul primato con quello della pizza. Le verdure erano ovviamente fresche e ben grigliate. Non crude e non molle, mantenendo quel giusto nervo da resistere in bocca e farsi ben apprezzare per gusto e consistenza.
La chiusura: anche l’orzo è curato
Abbiamo finito la serata con un limoncino, offerto dalla casa, per il mio commensale e un orzo grande per me. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’orzo. Era molto buono. La caffetteria di un ristorante o di una pizzeria solitamente è un punto debole perché trascurato, anche in alcuni bar! Bully non ha trascurato nemmeno quello.
Conclusioni: qualità e servizio al top
Tirando le somme? Era venerdì e il servizio è stato veloce, preciso e pulito. Le pizze erano molto buone, gli ingredienti freschi e l’impasto leggero che non si è fatto sentire per tutta la notte. Il personale squisito e molto disponibile. Infine, il rapporto qualità-prezzo decisamente spostato verso la qualità. Molto, molto, molto bene!
Un plauso a tutto lo staff. Mi sono sentito a casa e il mio stomaco ha sorriso tutta la serata e tutta la notte. Bravissimi ragazzi, bravissimo Bully. Continuate così!
Sarà obbligatorio, a questo punto, tornarci per provare pasta e carne. E voi? Ci siete già stati? Ditemi la vostra nei commenti. Se non avete ancora provato questo locale… che cosa aspettate a farlo?
Alla prossima esperienza!


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