3 gennaio 2026 – Imperia, Oneglia


Spinto da un articolo letto su una testata giornalistica locale della mia città e incuriosito dalle mille volte che ci sono passato davanti durante le passeggiate e le uscite per commissioni, oggi provo la Pasticceria Mou di Imperia – Oneglia.

La location: un caruggio con personalità

Questa pasticceria si trova in un caruggio (vicolo) che collega la piazza del mercato di Oneglia (Piazza Goito) con via Amendola. Il caruggio è molto anonimo e spoglio, riconducibile al concetto torinese delle strade non centrali e non certamente a quello genovese che caratterizza la zona storica di Porto Maurizio.

Questa attività però le conferisce un quid in più con la sua illuminazione e la sua insegna minimalista, squadrata ma elegante, che già fa intuire il pari minimalismo che identifica l’interno del locale, come si percepisce sbirciandolo da fuori.

L’interno: geometria pura

Entro proprio appena alzano le serrande (7:30) e… sono un ingegnere e, come tale, non posso non pensarlo: la pasticceria è geometria pura. Dai tavolini alle sedie, dalle composizioni dolci fino alla manciata di dolci presentati in vetrinetta, non è difficile notare la precisione e l’ordine con i quali tutto è disposto e presentato.

La vetrinetta non è affollata, non ci sono strati di paste e tortine una sull’altra. E non è una critica, anzi: questa scelta minimalista valorizza ogni singolo prodotto.

Mi accoglie una gentilissima commessa, con un sorriso molto grazioso. Io mi fermo a studiare la vetrinetta dei dolci. Brillantezza, precisione nei dettagli delle forme, armonia dei colori e delle decorazioni: tutto questo vale per ogni prodotto esposto, dalle tortine alle mousse monoporzione, dai pasticcini ai prodotti da forno e ai lievitati.

Da ingegnere, sono affascinato da cotanta precisione.

L’ordine: la scelta del prodotto base

Ordino dopo aver valutato i prodotti proposti e opto per la consueta croissant vuota. Non posso cambiare: l’impasto e la tecnica si apprezzano e si studiano meglio con i prodotti base. Aggiungo un “caffè” d’orzo in tazza piccola.

L’assaggio: aspettative disattese

Arriva l’ordinazione. La croissant è anch’essa geometricamente perfetta, simmetria pura. All’olfatto si sente una delicatezza di profumi di forno e di tostatura ma non si percepiscono particolari aromi (arancia, vaniglia o altro). La caramellizzazione è presente, uniforme, delicata ed elegante.

Al tatto appare croccante e offre la giusta resistenza allo strappo, aprendo la porta a un’alveolatura particolarmente ben sviluppata.

L’idea è chiara nella mia mente: “Devo assaggiarla subito!”.

Al morso la croccantezza è confermata ma risulta un pochino gommosa alla masticazione. Peccato! Non è dolce e anche al palato non percepisco particolari aromi.

Devo ammetterlo: al palato mi aspettavo di più, visti i presupposti. Mi aspettavo un’esplosione di gusto, di sensazioni, di emozioni, una presenza di burro che ti bussa sulla lingua ma, ahimè, così non è.

Rimango un po’ deluso, questo è certo. Viste le recensioni e la classificazione attribuita da un’iconica guida di settore, quella croissant doveva essere il biglietto da visita della pasticceria. Doveva essere quel prodotto che ti invoglia a provare qualcosa ancora di più elaborato, di più complesso, di più completo.

Ecco perché voglio sempre provare un prodotto semplice: perché con una crema, un cioccolato o una marmellata, queste caratteristiche oggi per me assenti sarebbero state certamente compensate dal “companatico”.

L’orzo: buono ma non il biglietto da visita

L’orzo, di macchinetta come normale che sia, presenta una bella crema e una buona stabilità, come anche una piacevole robustezza nel gusto. Un buon prodotto insomma, sicuramente risultato di un’attenta ricerca della materia prima, ma rimane un prodotto non artigianale, non home made come direbbero adesso.

Il biglietto da visita, mi devo ripetere, oggi era un altro.

Conclusioni

Pago ed esco un po’ dispiaciuto. Le mie aspettative non sono state così assecondate.

Alla prossima! Chissà dove il naso e il palato mi porteranno. Sarà dolce, sarà salato? Lo scoprirete!


2 risposte a “Pasticceria Mou: Geometria Perfetta, Sapore da Scoprire”

  1. Avatar Jacopo
    Jacopo

    Tempo fa anch’io avevo provato il loro croissant senza farcitura ed ero rimasto deluso per i medesimi motivi. Nonostante ciò la qualità della materia prima è senza dubbio elevata e la cura nella preparazione c’è e si vede.

    1. Avatar christianrigardo

      Sono d’accordo con te, ovviamente, Jacopo.

      Grazie per il tuo contributo.

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