Sanremo, pausa pranzo e una pasticceria che non ti aspetti.
Matteotti: piccola, curata, freschissima. Dai cannoli alla treccia ai frutti rossi, vale ogni morso.
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Ero a Sanremo per lavoro. Una trasferta, una pausa pranzo e la voglia di un caffè.
Nulla di straordinario. O almeno, così pensavo.
Una pasticceria “bomboniera” che non ti aspetti
Uscendo dal Palafiori ho quasi subito addocchiato il Café Pasticceria e Gelateria Matteotti. Dall’esterno si presenta come una bomboniera: piccolo, contenuto, discreto. Ma basta fermarsi un momento davanti alla vetrina per capire che lì dentro succedono cose serie.

Avevo già mangiato, altrimenti avrei tranquillamente barattato il pranzo con qualcosa di dolce. Non sarebbe stato un sacrificio.
La vetrina: piccola ma densa
Le dimensioni del locale sono minute. La saletta di degustazione conta una manciata di tavolini quadrati. La vetrina, di conseguenza, non è vastissima, ma è densa e ben ragionata.
Sfogliati da forno — Pain au Chocolat, croissant, trecce e croissant ripieni di cioccolato, pistacchio, marmellata o crema — convivono con pasticcini dalla fattura delicata e precisa, paste fresche con panna come i cavolini, occhi di bue normali e mignon al cioccolato, al pistacchio e alla marmellata. Non manca qualche proposta salata: Sardenaira, Torta Verde e Focaccia.



Una vetrina che invoglia. Punto.
Il primo test: l’occhio di bue della pasticceria Matteotti
Ho deciso di concedermi uno sgarro e ho ordinato un occhio di bue mignon alla marmellata, accompagnato da un caffè d’orzo.
L’ho rotto con le mani e ho capito subito che la friabilità era quella giusta: il perfetto equilibrio di zucchero, farina e burro. La marmellata era dosata con misura — quel tanto che bastava per completare il biscotto senza sovrastarlo. La friabilità che avevo trovato tra le dita l’ho ritrovata sotto i denti. Molto buono, molto delicato. E soprattutto, decisamente fresco.
Quella freschezza ha messo in moto qualcos’altro.
Il secondo test: i cannoli
Quando una pasticceria ti colpisce così al primo assaggio, la cosa migliore che puoi fare è metterla alla prova su prodotti che non perdonano. Ho ordinato un cannolo siciliano mignon e un cannolo di sfoglia alla crema mignon.
Sono i due prodotti che smascherano subito chi non lavora bene: se non sono freschi, il guscio del cannolo siciliano è molle, la sfoglia cede, le farce si presentano stanche. Qui non era così. I gusci erano friabilissimi e le farce impeccabili.
Superato.
Il giorno dopo: la treccia ai frutti rossi della pasticceria Matteotti
Il mattino seguente mi sono fermato per la colazione. Dopo secondi interminabili di indecisione — dettata da una vetrina che non facilitava la scelta — ho tradito il mio consueto croissant vuoto e ho optato per una treccia bicolore ai frutti rossi freschi e crema pasticcera, abbinata a un tè caldo.
Sul fronte tè, la scelta era limitata: Breakfast o tisane. Il mio Earl Grey non c’era. Pazienza.




La treccia, vista da vicino, era bella. Il rosso brillante dei frutti, enfatizzato da una lucidatura dolce, e la caramellizzazione della sfoglia erano ben calibrati. L’insieme non era pesante, e anche la disposizione dei frutti di bosco risultava armoniosa.
L’ho tagliata per osservare l’interno. Alveolatura ben sviluppata. La crema pasticcera era volutamente minima: il suo ruolo era dare umidità all’insieme, non dominarlo. All’olfatto si sentiva tutto: la pasta, la crema, il bouquet dei frutti rossi.
All’assaggio la friabilità era netta, sia al taglio che sotto i denti. La crema pasticcera era vaporosa e per nulla aggressiva — un valore aggiunto concreto. La frutta rossa fresca e dall’ottimo sapore. Sul sapore della frutta i pasticceri non possono fare molto, ma saper scegliere le materie prime giuste e i fornitori giusti — quello sì, è merito loro.
Giorno due: anche l’occhio di bue al pistacchio
Ho chiuso con un occhio di bue mignon al pistacchio. La sensazione è stata identica a quella della versione alla marmellata del giorno prima, con una nota aggiuntiva che vale la pena segnalare: la crema di pistacchio non era di quelle industriali. Era ricercata, come del resto tutto il resto di ciò che avevo assaggiato nei due giorni.

Il giudizio
Matteotti è una di quelle pasticcerie in cui ogni dettaglio racconta cura e attenzione: dalla freschezza dei prodotti alla qualità delle materie prime, dalla precisione della fattura all’equilibrio dei sapori.
Piccola fuori. Grande dentro.
Da tornarci ogni volta che si passa da Sanremo. Senza se e senza ma.


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