Questa sera cena fuori. Ho scelto il Mercurio Restaurant, in Via XX Settembre a Diano Marina. Il locale è vicinissimo al centro ma defilato rispetto all’Aurelia, nascosto tra le altre attività della via.
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Una location che sorprende già all’ingresso
Entrando si ha la sensazione di ritrovarsi in una piccola piazzetta, circondata dalle vetrate del ristorante. È una delle due sale estive all’aperto. La seconda si trova sul lastrico solare, con vista diretta sulle spiagge e sul mare dianese. Un posto che già da solo vale una visita.

Luca Mercurio: un giovane che si è fatto da solo
Alla guida del locale c’è Luca Mercurio, un trentenne con alle spalle una solida esperienza in diverse realtà ristorative e alberghiere. Da poco più di un anno ha aperto un’insegna tutta sua. Si sente, in sala come nel piatto.
La sala e il servizio
L’interno è elegante, stile minimal, caldo e accogliente. La mise en place è pulita e curata. I camerieri sono gentili, preparati e dialogano con la cucina. Prima di ordinare ho qualche dubbio: chiedo e ricevo risposte precise. Buon segno.


La carta è contenuta, indice di prodotti freschi. Si muove tra tradizione ligure e nazionale. Anche la lavagnetta del giorno propone cinque piatti interessanti, sia di terra che di mare. La carta dei vini è equilibrata, con un ricarico corretto. Si spazia tra le principali regioni enologiche italiane e la Francia.
Una nota: la sommelier, qualificata al terzo livello, alla richiesta di abbinamento ha proposto subito un vino francese. Siamo in Liguria. Ho chiesto un consiglio su un bianco locale e il mio collega ha optato per un Pigato Riserva, che era la scelta giusta fin dall’inizio. I gusti personali restano fuori dalla sala.
L’entrata: pane, olio e amuse-bouche da ricordare
Prima sorpresa: un’antré spontanea. Pane caldo fatto in casa con farina di grano 1 macinata a pietra, ancora tiepido, accompagnato da un EVO DOP imbottigliato appositamente per il ristorante. Il pane (clicca sulla foto per allargarla) ha una lievitazione perfetta e un sapore genuino e accattivante.


A seguire due amuse-bouche (clicca sulla foto per allargarla): un bigné al sugo di Sardenaira e una panissa fritta. Il bigné è un’esplosione di gusto. Mordendolo sono tornato alla mia infanzia, al sugo che mio nonno preparava per la pizza. Lo stesso sapore, la stessa intensità. Un’emozione difficile da descrivere. La panissa non è quella tipica: niente consistenza gelatinosa, niente unto di troppo. Vaporosa, soffice, delicata ma con tutto il suo carattere.
I primi: porzioni generose e tecnica solida
Arrivano i primi e le porzioni sono abbondanti. Il risotto alle ostriche e limone salato (clicca sulla foto per allargarla) si presenta cremoso, con bocconcini di ostrica cruda e perle di limone salato. All’assaggio i sapori si distinguono perfettamente ma si amalgamano con eleganza. La sapidità è centrata. Il riso leggermente indietro rispetto al classico al dente, scelta azzeccata: compensa la consistenza gelatinosa dell’ostrica e l’acidità del limone dona freschezza al piatto.


Gli spaghetti al riccio e bottarga (clicca sulla foto per allargarla) sono un piatto rischioso: se non ben bilanciati, uno dei due elementi sopraffà l’altro. Qui sono correttamente equilibrati. La cremosità della risottatura aggiunge un tono di eleganza e rende il piatto completo.
I secondi: BBQ e contorni ben pensati
I pesci del giorno erano orata e sarago. Abbiamo fatto uno per uno, così da assaggiare entrambi. Il sarago al BBQ presentava una nota di brace delicata, capace di valorizzare il pesce senza comprometterne il sapore. Il radicchio alla brace, scelto come contorno al posto delle puntarelle, esaltava la nota affumicata e ammorbidiva l’amaro dell’insalata, rendendo il sapore complessivamente più rotondo.


L’orata ha seguito la stessa tecnica al BBQ con identico risultato. L’insalata di puntarelle era accompagnata da una salsa all’acciuga che, con buona delicatezza, evocava le classiche Puntarelle alla Romana.
Il dolce: ve lo lascio scoprire
Ci propongono il dolce. Optiamo per un Brownies con pere cotte al Vermentino e una crostata con marmellata di limone e uva fresca. Non ve li racconto: andate a provarli voi.


Bravo Luca Mercurio. Meriti davvero la visita e l’esperienza sensoriale che riesci a regalare. Continua così.


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