22 dicembre 2025 – Torino

Secondo giorno a Torino, seconda caffetteria storica. Questa mattina punto alla Caffetteria Platti, altro locale d’epoca situato sotto i Portici di Corso Vittorio Emanuele II.
Primo impatto: storicità e dimensioni contenute
Entrando, il locale si presenta subito diverso dal Baratti & Milano. Le dimensioni sono più contenute, ma l’aria di storicità è palpabile: marmi e legni decorati creano un’atmosfera signorile ed elegante. La gestione appare curata nei dettagli estetici.
La vetrina dei prodotti da forno e salati però mi delude immediatamente. La presentazione, l’aspetto e le consistenze dei prodotti esposti non appaiono invitanti come speravo. Le mie aspettative subiscono un primo colpo ancora prima di sedermi.
Il servizio: poco cordiale
Chiedo alla cameriera se posso accomodarmi in sala. La risposta è positiva, ma devo attendere che venga risistemato l’unico tavolino libero. Fin qui tutto normale, ma il tono con cui mi viene comunicato è tutt’altro che elegante: infastidito, impaziente. Non è il benvenuto che ti aspetti in un locale che si propone come signorile.
Mi accomodo dopo qualche istante e ricevo una carta con informazioni sulla storia del locale e l’offerta dei prodotti. La carta appare subito logora e stanca. Forse anche questa è d’epoca, ma non nel senso positivo del termine.
Quando la cameriera torna per prendere l’ordine, mi chiede scusa senza un motivo apparente, ma continua ad apparire poco socievole. Eppure ora la sala si sta svuotando e la pressione di gestirla da sola dovrebbe diminuire. Evidentemente il problema non è il numero di clienti.
L’ordine e il servizio rapido
Ordino un Earl Grey e una brioche vuota. In tempi molto rapidi mi viene servito tutto. Il servizio di portata è essenziale: una teiera dal design contemporaneo viene poggiata direttamente sul tavolo di marmo, senza tovaglia né tovaglietta.
Con mia sorpresa, il tè è accompagnato da un’alzatina a quattro piatti con altrettanti frollini mignon. Un gesto di cortesia che apprezzo.
Le problematiche igieniche: inaccettabili
Ed è qui che arrivano i primi veri problemi, quelli che per me sono intollerabili.
La bustina del tè arriva senza involucro protettivo, già pronta per l’uso. Dov’è la tracciabilità? Ma soprattutto, chi l’ha toccata prima di me? In quanti? Questo è uno scivolone estremamente grave dal punto di vista HACCP. In un locale che serve alimenti non si può prescindere dalle norme igieniche basilari.
Ulteriore criticità: la dimensione della bustina è eccessivamente grande per entrare nella teiera senza doverla prendere con le mani e piegarla. Decido quindi di inserirla direttamente nella tazza, con la consapevolezza che a ogni sorso mi finirà in bocca.
I tovaglioli sono raccolti in un portatovaglioli aperto. Non sono separati e tutti possono toccarli, contaminandoli. Ancora una volta, una gestione igienica discutibile.
La brioche: l’abito non fa il monaco
La brioche, alla vista, delude completamente le aspettative. Appare sgonfia, anche se la sfogliatura è presente. Già immagino che l’alveolatura non sarà particolarmente sviluppata. Il profumo però è buono, anche se non riesco a capire se proviene dalla brioche o dai frollini dell’alzatina.
Quando la rompo con le mani, si abbandona dolcemente senza opporre resistenza. Buon segno. Come ipotizzato, l’alveolatura non è sviluppata, ma al morso presenta una fragranza interessante e il gusto è inaspettato: pieno, rotondo, si sente il burro in bocca senza che diventi pesante. Non è eccessivamente dolce e la caramellizzazione superficiale, presente, si sposa delicatamente con l’insieme.
È proprio vero: l’abito non fa il monaco. Una brioche che all’aspetto deludeva completamente, all’assaggio sorprende positivamente.
I frollini mignon: risultati alterni
Stranamente goloso oggi, assaggio anche i quattro frollini dell’alzatina:
Frollino bianco ai frutti rossi – Non è chiaro se sia fragola o lampone, vista la piccola dimensione e la conseguente esigua quantità di farcia. L’impasto del frollino copre particolarmente l’insieme sbilanciandolo. Comunque morbido e, nel complesso, sufficientemente buono.
Frollino alle nocciole tipo bacio di dama al cioccolato – Qui la farcia di cioccolato si sente bene. Buono, nel complesso un bel prodottino.
Frollino al cacao con cioccolato – Stesso livello del precedente ma con una maggiore piacevole persistenza in bocca.
Frollino ovale al cacao con cioccolato – Molto più consistente e burroso dei precedenti, coprendo così il cioccolato che lo farcisce. Nel complesso non equilibrato. Mi spiace che la sorte me lo abbia fatto provare per ultimo.
Il caffè conclusivo
Ordino un caffè per concludere. Arriva accompagnato da un bicchierino d’acqua e un ulteriore frollino di abbinamento. Il caffè presenta una bella crema e al gusto è rotondo e robusto. Un buon finale.
Considerazioni finali
I prezzi sono medio-alti. Vista la storicità del locale e la necessità di manutenzione degli arredi, potrebbe essere quasi accettabile.
Ma non posso transigere su quelle che ritengo carenze importanti nella gestione HACCP. Le problematiche igieniche riscontrate – bustina del tè senza involucro, tovaglioli esposti alla contaminazione – sono inaccettabili in un locale che serve alimenti. La storicità dell’ambiente non può giustificare lacune nelle norme igieniche basilari.
La brioche mi ha sorpreso positivamente, così come il caffè. Il servizio però è stato freddo e le preoccupazioni igieniche restano il problema principale di questa visita.
Domani l’ultima tappa tra le cioccolaterie torinesi. Vedremo se riuscirà a mantenere un equilibrio migliore tra tradizione, qualità e standard igienici adeguati.
Una galleria di immagini

















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